Quando continui a ricadere nello stesso blocco, nella stessa frustrazione, nello stesso autosabotaggio, è facile pensare che il problema sia ciò che sta accadendo.
Ma l'evento è solo il punto in cui il meccanismo diventa visibile.
Perché non reagisci semplicemente a ciò che accade.
Reagisci a ciò che quell'evento significa per te.
E quel significato non nasce nel momento presente.
Passa attraverso convinzioni, memorie, emozioni e parti della tua identità che si sono organizzate molto prima — spesso quando eri troppo piccolo per poterle mettere in discussione.
Da bambini impariamo velocemente cosa possiamo essere, sentire, desiderare ed esprimere senza mettere a rischio amore, appartenenza e sicurezza.
E quando qualcosa di noi viene percepito come incompatibile con quel legame, accadono due cose.
Una parte di noi viene esclusa dalla coscienza.
Ma ciò che rimuovi non scompare.
Cambia solo indirizzo di casa: va ad abitare nel tuo subconscio.
E continua a venir fuori nelle proiezioni, nel corpo, nei comportamenti automatici.
Così creaiamo due cose:
L'Ombra: il contenuto che è stato spinto fuori dalla coscienza (rabbia, vulnerabilità, desideri, bisogni, ma anche talento e potere personale).
La Convinzione: la guardia che pattuglia il confine per tenere quell'ombra al suo posto e proteggerti da una verità che era troppo dolorosa da integrare.
Il problema è che la guardia continua a lavorare anche oggi che sei adulto.
E ogni volta che provi ad espanderti, a cambiare, a fare un passo avanti, la vecchia identità si sente minacciata e riattiva i soliti loop di autosabotaggio, perfezionismo, ansia, autocritica, evitamento.